Una riflessione di questa mattina (una riflessione da molti anni feconda tra i miei pensieri, a dire il vero) è maturata in un post: si tratta di una domanda. Ancora una volta un dubbio circa il modo in cui l'informazione mediatica di tv, giornali e social riesce ad essere compresa da quanti (laureati, diplomati, lavoratori) si accingono ad informarsi circa gli accadimenti della giornata, per quelle notizie che riguardano gli eventi e le dinamiche di ogni luogo del mondo. Si tratta della classe media, ma anche dei poveri e degli analfabeti, che sono (ahimè) in aumento nel nostro Paese.
L'informazione, insomma, giunge a noi da ogni luogo, in maniera assolutamente dinamica e veloce, imprevedibile, incomprensibile, per via telematica e non.
Tv e radio lavorano su poche notizie (scelte in base a criteri a dir poco opinabili), tramite talk show e programmi guardati da chiunque, sviscerando con stillicidio quotidiano i dettagli delle vicende di cronaca e di politica, e solo e soltanto quelle vicende che possano centrare il cuore e i neuroni a specchio di quella fetta (grande) di popolazione pronta all'empatia e al pietismo sociale.
Ecco, e il resto è noia!
Data questa premessa, le domande sorgono spontanee!
Quanto può effettivamente definirsi buona la qualità delle informazioni che ci vengono propinate?
Quanto siamo capaci di discernere con giusto senso critico quello che leggiamo o che sentiamo presso gli organi d'informazione?
Cosa conta davvero sapere?
E' possibile informarsi in modo adeguato?
Per fortuna, una speculazione attenta può fornire risposte positive a questi interrogativi. Purtroppo, allo stato attuale della comunicazione, il "brodo" eterogeneo - anzi: le mitraglie di notizie, - sembrano raggiungerci con violenza e innumerevoli. La quantità di bombardate informazioni di dubbia qualità ci investono e noi, spiazzati, ci ritroviamo incapaci di affrontare le perplessità che questo tipo di meccanismi suscitano.
Ecco, prima di illustrarvi la soluzione, vorrei tornare a chiarire gli aspetti negativi della comunicazione, la quale, anziché nostra alleata, rischiamo di considerarla nostra temibile nemica.
Innanzi tutto, ciò che ho descritto nelle righe precedenti rileva un problema: sta crescendo la 'paura' d'informarsi. Ci è scomodo impiegare tempo e cognizione per capire il mondo che abitiamo, dunque preferiamo la soluzione più semplice: smettere di farlo.
Invece, sarebbe bene provare a fare pace con un po' di sano amor proprio e placare per qualche minuto il naufragio nelle dolci acque dell'ignoranza.
La soluzione per evitare la nostra deriva c'è, non allarmatevi e non spegnetevi: DOVETE AMARE LA VERITA'. Ecco. In realtà, è molto più semplice di ciò che sembra.
Armatevi di coraggio e pazienza e cominciate a riflettere. Tutto qui.
Poi, c'è dell'altro: il linguaggio dei giornalisti è totalmente incomprensibile. Arabo. Sentiamo il telegiornale distrattamente, senza capire nulla delle notizie. Tutto ciò che ci rimane sono informazioni vaghe e generali circa accadimenti tristi, che inducono bile, che ci lasciano arrabbiati e amareggiati, ma anche impotenti e irritati.
La soluzione in questo caso è cambiare fonte d'informazione e scegliere la più semplice per noi.
Abbiamo vasta scelta: la fulminea minimalistica di Twitter, la intellettualistica e specialistica di quotidiani e riviste (spero non amiate il gossip), la approfondita dei libri, che sviluppano una letteratura sempre più realistica e rivolta a quanti abbiano sete di comprensione.
Concluderei con ciò che vi ho promesso circa 15-20 righe fa: la soluzione.
Ebbene, cari lettori, la cosa è sottile, ma non laboriosa. Abbiamo sotto gli occhi la soluzione ai nostri problemi sociali. Sarà difficile trovare una soluzione ai pasticci
di natura economica o pratica, ma noi siamo molto di più. Noi possiamo far leva su molte risorse umane che vanno riscoperte e adoperate. Sì, perché certe energie non esauriscono, a differenza del petrolio e della carta-moneta.
Quindi, per prima cosa cercate di sciogliervi dalla disperazione del vivere una vita di 'crisi' totale e spegnete ansie e cellulari. Ora cominciate a riflettere.
Ecco, già siete nel cambiamento. Guardate in voi stessi, guardate negli occhi degli altri. E cercate di CAPIRE. Abbiate voglia e pazienza di comprendere.
Scoprirete di nuovo la "bellezza", di cui la crisi ci ha privati, e ricomincerete a goderne.
Prendete la mano al vostro partner e 'sentitelo', riprendete in mano le relazioni sociale e l'AMORE. Amate tantissimo la vita e le persone, e non i soldi o la paura delle bollette. Non gli ansiolitici e la paura del futuro. Ma è l'AMORE CHE PUO' SALVARE IL MONDO.
Questa è una soluzione di carattere generale. Coltivare diversità e intessere relazioni sociali ci salva, senza dubbio.
Per quanto riguarda l'informazione, il titolo del post, trova soluzione proprio in quello che ho appena finito di dirvi. Forza comune e riflessione rivoluzioneranno il degrado e ci riarmeremo della forza della vita.