lunedì 19 settembre 2016

Ricominciare a settembre: il catechismo e gli impegni

A settembre l'estate muore, ma noi occidentali quasi rinasciamo. Si conclude un ciclo, si ritorna dal "letargo estivo" delle vacanze. Ci si rimette in gioco. La scuola per i giovanissimi del mio gruppo è cominciata, come anche la fatica del secondo anno di scuola media dei ragazzi che seguo insieme a Maria, che quest'anno riceveranno lo Spirito e confermeranno con gioia il loro appartenere alla comunità cattolica.

Tutto si risveglia e gli impegni non tardano ad invaderci completamente.
Ma non dobbiamo lasciarci attraversare dalle giornate di settembre senza dare loro un senso, lasciandoci trascinare dalla noia!
Le giornate scandite, gli impegni e la prolissità delle cose da fare potrebbero allontanarci da quell'obiettivo che da solo vale per una vita: il cammino incontro al Signore.
Ogni evento, ogni accidente, ogni stranezza, sono segni della sua presenza, e non è il caso che sciupiamo la vita, suo dono prezioso, percorrendola con la superficialità dell'inerzia!

Rischiamo, incastrandoci nella noia dello scorrere del tempo, di perdere davvero il senso profondo che ci spinge a scegliere uno sport, a lavorare per i nostri figli, ad impegnarci per il sociale; insomma, a seguire un cammino.
Non giova affatto scegliere un programma di vita senza prima esserci interrogati sull'obiettivo, sul senso e sulla storia che vogliamo raccontare con quel determinato impegno.
La frenesia, soprattutto, non deve soffocare le nostre vite, non deve riempire i vuoti di un'esistenza poco pensata, poco approfondita. Ogni desiderio profondo del nostro cuore va ascoltato, e va cullato ogni giorno!

Per finire, aggiungo la cosa più importante: non manchi mai, nemmeno per un giorno, l'ENTUSIASMO, la favola nei nostri occhi, la gioia e l'euforia per quello che facciamo.
In greco, si tratta nientepopodimeno dell'enthousiázein, dell' ‘essere posseduto dalla divinità’, avendo 'en theos', Dio dentro di sé.

Nessuna ansia, nessuna paura, nessuna superficialità dovrebbero spegnere questa bellezza dell'intenzione. E, soprattutto, sarebbe davvero benefico se potessimo raccogliere noi stessi in uno spazio e un tempo di silenzio, almeno una volta al mese, per recuperare il pensiero dell'intuizione, la spinta del desiderio che ci ha condotto al punto in cui ci troviamo ora. E riconfermare, con la gioia della perseveranza, le scelte d'amore fatte al principio.

Mi aspetto grandi cose dal percorso che comincerà venerdì con il mio gruppo di giovanissimi: una vera e propria missione di gioia ci attende! Noi non faremo aspettare il nostro Gesù...

Buon anno a tutti!

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