lunedì 19 settembre 2016

DOCAT e sussidi per i giovanissimi

Ero alla ricerca di alcuni validi sussidi che potessero accompagnare le mie riflessioni durante la programmazione degli incontri di catechismo. Esistono un mucchio di testi molto validi, reperibili nelle librerie religiose delle nostre città e in rete.

Ma io cercavo un quid, quel qualcosa in più utile a colmare i dubbi e le perplessità sollevati dai ragazzi durante gli incontri.

Faccio di proposito una digressione, per raccontare brevemente il meraviglioso mondo che abita la testa di questi adolescenti in piena fioritura!
Sì, di fioritura voglio adornarli, perché la loro coscienza è appunto questo: un meraviglioso fiore che tenta di crescere, di sbocciare, di costruirsi un gambo saldo nonostante la gravità e nonostante le intemperie.
Ho potuto osservarli e viverli attentamente durante le giornate di campo estivo dello scorso agosto. Sono rimasta davvero colpita da quello di cui sono capaci: questi ragazzi sono un tripudio di emozioni, vitalità, gioia e tenerezza. Sono carichi di una umanità e sensibilità di gran lunga lontana dalla sterilità degli adulti. I sogni che portano, le speranze che nutrono e i desideri che coltivano sono uno scrigno più che prezioso per noi grandi, che annaspiamo per poter ancora entusiasmarci.
Per questi ragazzi, dunque, intendo impegnarmi e spremermi fino in fondo.

Detto questo, ritorno alla scelta dei sussidi. Non bastano dei giochi, e le attività di conoscenza sono sicuramente poca cosa rispetto a quello che i cuori di questi ragazzi domandano. Durante gli incontri, spesso restano muti (esclusi i più schietti e coraggiosi!), ma il loro cuore batte forte sotto quella corazza che è il loro corpo. E io dico che hanno molto da chiedere! Mi sono caricata di cinque o sei libroni filosofico-etici per poter trovare insieme le risposte alle domande importanti che si pongono.

Cosa significa essere cristiani? La Chiesa come ci chiede di vivere la nostra sessualità? Come posso vivere senza ansia il sacramento della Riconciliazione? Come devo comportarmi con i miei amici atei? Come dovrei guardare ai miei amici omosessuali? Con distanza o con amore?
E la Bibbia cosa dice?
Hanno fame di Bibbia questi ragazzi! "Una meraviglia ai nostri occhi" (Sal 118,23).

Quindi, i testi saranno molti e tutti importanti.
In primis la Bibbia, di cui ogni ragazzo deve essere munito! La preghiera e la lectio saranno completamente basate sulla liturgia della Domenica.
Un atlante biblico è d'obbligo: senza il contesto storico, geografico e social-politico è difficile dare un senso alla Parola di Dio.
Il testo dell'Azione Cattolica per i giovanissimi, per organizzare delle attività più concrete e impegnare i ragazzi nella sequela e ricerca quotidiane.
Libri di storie di Bruno Ferrero, per i dulcis in fundo degli incontri.
La letteratura classica e contemporanea: qualsiasi libro è uno strumento di Dio. Qualsiasi.
Libri con risposte a domande etiche e filosofiche: fondamentali poco meno della Bibbia, perché i ragazzi fanno tantissime domande molto complicate, e il dovere del catechista è rispondere con puntualità, seguendo nella maniera più fedele possibile la dottrina cattolica.

Inoltre, cercavo un sistema per poter rendere più allegri strumenti come la Dottrina sociale della Chiesa e il Catechismo della Chiesa cattolica, anche questi importantissimi per gli incontri con gli adolescenti. E così ho scoperto che il 9 Settembre è uscito un coloratissimo libro: il Docat! Questo testo è incredibile, davvero un concentrato esaustivo di quelle domande che i ragazzi rivolgono a se stessi per comprendere il loro modo di agire. "Sì, siamo cattolici. Ma allora cosa dobbiamo fare?". Niente di meno che adattissimo all'applicazione sociale di quanto ascoltiamo da Dio attraverso la sua Parola. Voluto da papa Francesco in persona, che ne ha curato la premessa.
E poi c'è anche Youcat! Ancora meglio: un libro firmato da papa Benedetto XVI, per parlare ai giovani del Catechismo della Chiesa cattolica senza la noia e la pesantezza del testo standard. Mi si sono rizzati i capelli dalla felicità quando ne ho scoperto l'esistenza!

Buon cammino a tutti! Che la nostra Stella stenda il suo manto sul percorso di fede dei ragazzi delle nostre comunità!





Ricominciare a settembre: il catechismo e gli impegni

A settembre l'estate muore, ma noi occidentali quasi rinasciamo. Si conclude un ciclo, si ritorna dal "letargo estivo" delle vacanze. Ci si rimette in gioco. La scuola per i giovanissimi del mio gruppo è cominciata, come anche la fatica del secondo anno di scuola media dei ragazzi che seguo insieme a Maria, che quest'anno riceveranno lo Spirito e confermeranno con gioia il loro appartenere alla comunità cattolica.

Tutto si risveglia e gli impegni non tardano ad invaderci completamente.
Ma non dobbiamo lasciarci attraversare dalle giornate di settembre senza dare loro un senso, lasciandoci trascinare dalla noia!
Le giornate scandite, gli impegni e la prolissità delle cose da fare potrebbero allontanarci da quell'obiettivo che da solo vale per una vita: il cammino incontro al Signore.
Ogni evento, ogni accidente, ogni stranezza, sono segni della sua presenza, e non è il caso che sciupiamo la vita, suo dono prezioso, percorrendola con la superficialità dell'inerzia!

Rischiamo, incastrandoci nella noia dello scorrere del tempo, di perdere davvero il senso profondo che ci spinge a scegliere uno sport, a lavorare per i nostri figli, ad impegnarci per il sociale; insomma, a seguire un cammino.
Non giova affatto scegliere un programma di vita senza prima esserci interrogati sull'obiettivo, sul senso e sulla storia che vogliamo raccontare con quel determinato impegno.
La frenesia, soprattutto, non deve soffocare le nostre vite, non deve riempire i vuoti di un'esistenza poco pensata, poco approfondita. Ogni desiderio profondo del nostro cuore va ascoltato, e va cullato ogni giorno!

Per finire, aggiungo la cosa più importante: non manchi mai, nemmeno per un giorno, l'ENTUSIASMO, la favola nei nostri occhi, la gioia e l'euforia per quello che facciamo.
In greco, si tratta nientepopodimeno dell'enthousiázein, dell' ‘essere posseduto dalla divinità’, avendo 'en theos', Dio dentro di sé.

Nessuna ansia, nessuna paura, nessuna superficialità dovrebbero spegnere questa bellezza dell'intenzione. E, soprattutto, sarebbe davvero benefico se potessimo raccogliere noi stessi in uno spazio e un tempo di silenzio, almeno una volta al mese, per recuperare il pensiero dell'intuizione, la spinta del desiderio che ci ha condotto al punto in cui ci troviamo ora. E riconfermare, con la gioia della perseveranza, le scelte d'amore fatte al principio.

Mi aspetto grandi cose dal percorso che comincerà venerdì con il mio gruppo di giovanissimi: una vera e propria missione di gioia ci attende! Noi non faremo aspettare il nostro Gesù...

Buon anno a tutti!

Qual è il vero specchio della Chiesa?

Troppo e troppo spesso ci lamentiamo della Chiesa. Vorremmo dipingerla a nostro piacimento, cancellare i suoi errori, bandirla perché così t...