venerdì 15 marzo 2019

Infinito

E' mattina, sono in piedi perché in mente circolano dei pensieri così dolci e intimi da non farmi avere voglia di continuare a dormire. Mi vesto, stringo il cardigan al petto ed esco dalla porta: che aria di sole.
Le mattine della primavera sono poco fredde, i raggi ti scaldano i vestiti. Alzi lo sguardo e ti perdi nella profondità azzurra. Mio Dio, ma che ci sarà là dietro?
Sono trepidante, l'aria è così leggera. Che aria, che aria.
Come adoro camminare tra le strade silenziose del mio quartiere colorato. E' così bello tutto illuminato, caldo. L'asfalto è lineare e sicuro, mi piace quando è stato fatto da poco. Ho il cuore lieto e in questo momento niente può distogliermi da questo sorriso profondo.
A volte i cani che abbaiano mi infastidiscono nella quiete: possibile che non sentono la mia serenità? Eppure da bambina ho sentito dire che i cani capiscono tutto anche se non gli dici niente. A volte provo ancora a trasmettergli la calma con la forza del pensiero, ma mi sa che non è così che funziona.
Sorrido da sola, è troppo bello passeggiare su questa strada. Questo enorme campo verde accesissimo mi fa sentire piena di natura e di casa. Oltre c'è l'aeroporto, quindi non è difficile immaginare spazi infiniti e mondi lontani.
Quanto è verde questo verde e quanto è blu questo blu! Li vedrò per sempre, non posso dimenticare il motivo che mi aveva spinto ad andare quell'anno proprio in Irlanda.
Quanto ho avuto dalla vita. Potrò mai ringraziarti abbastanza?
Sei dolce, mio soldato, a darmi queste belle cose da vedere e assaporare, non posso brontolare davanti a una realtà così.
Che sensazione passare da questa strada, lungo il muretto a secco della villa con gli alberi più alti del paese. Quando c'è silenzio e il vento soffia, è così travolgente il suono delle fronde che vorrei rimanere lì per sempre, metterci in mezzo una capanna con un letto caldo e fresco di bucato e ascoltare per sempre quel suono irripetibile.
Persino gli uccelli tacciono, è troppo calmo, che meraviglia.
Svolto un po' e mi percorro una strada molto lunga con gli alberi bassi e scuri, le ghiande ricoprono la strada. Le calpesto e fanno un rumore divertente. Vedo le macchine sfrecciare sulla via accanto, mi sento felice perché oggi non sto correndo da nessuna parte, non devo andare all'università e questa mattina qualcuno ha voluto regalarla solo a me.
E' infinito questo pezzo di giorno.

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