venerdì 12 giugno 2015

L'incontro con gli scrittori: le risposte di D'Avenia

L'incontro con gli scrittori del nostro cuore è essenziale nella vita di un lettore. Ogni storia genera quesiti, fa sorgere dei problemi. Le chiamo "urgenze dell'individuo", quelle domande 'da non dormirci la notte', che un libro evoca inevitabilmente, già alla prima pagina, quella che introduce alla mirabile avventura della lettura. Questi dubbi necessitano di risposte, e il web è la sorgente più viva per la quale un lettore può assetarsi.

Uno dei migliori scrittori attualmente in circolazione, nonché mitico professore di liceo, risponde con una certa tempestività al richiamo dei suoi lettori appassionati. Sì, perché Alessandro D'Avenia è stato in grado di costruire, con l'aiuto di fan e alunni, il ponte che ha finalmente accorciato la distanza tra colui che scrive e coloro che leggono, tra la sorgente e i 'contadini' (agricoltori dell'anima) assetati.
Il blog gestito dal professore permette a fan, insegnanti, lettori, genitori, studenti, insomma, a tutti gli 'agricoltori dell'anima', di trovare risposta alle grandi urgenze che il vivere quotidiano comporta.
http://profduepuntozero.it

Voglio riportare con questo post la mia intima e profonda esperienza.

"Prof. D’Avenia, volevo in qualche modo far arrivare a lei questa mia riflessione. Mi perdoni (lo chiedo sinceramente) il pazzesco off-topic, ma la pubblicazione di questa riflessione proviene da un’urgenza profonda di condivisione di un messaggio, nonostante abbia ormai 21, non sono più una liceale, bensì studentessa (che parola impegnativa) di Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche, presso l’Università di Bari.
Il seguente è un mio pensiero di stamattina.
In questo momento sono nella mia camera, con la faccia e le lacrime sul libro, a faticare duramente nello studio approfondito di qualcosa che nella vita molto probabilmente non mi servirà. E’ dura, durissima. La fatica di un esame è davvero un’impresa (oserei dire anche eroica), soprattutto quando ci si sente infinitamente stanchi e immensamente scoraggiati dall’idea dell’incertezza, dal dubbio sul futuro. In questi momenti, la testa parte e da questa sgorga una fiumana di pensieri e riflessioni molto profondi, profondamente umani. Nei momenti come questo, il mio pensiero va ai miei professori del liceo, che ho amato in maniera viscerale. Penso a loro ogni giorno, e ogni giorno ricordo il sostegno che mi hanno dato e le cose meravigliose sulla vita che mi hanno insegnato. Un ponte di amore vero tiene unita la mia anima che cresce all’insaziabile sete di conoscenza che da loro ho ereditato. Ed anche se ora sono su quei libri che ho amato più di me stessa, invasa dalla tremenda paura che potrei non farcela, io so che la passione per il vero sapere non sfiorirà mai. Grazie a voi, miei cari professori.
Concludo la riflessione in cui ho svelato parte delle mie debolezze al pubblico: desidero un’università diversa. Sogno una sorgente accademica migliore, in cui ogni studente possa davvero coltivare se stesso e le soluzioni per la società, che ha tanto bisogno di menti calde. Bramo una scuola umana, dove si formino individui veri, per la quale non ci si debba bloccare per mere nozioni che andranno certamente dimenticate e potrebbero non dare alcun frutto.
Un grazie quanto più sincero possibile va a coloro i quali credono in me e nella giovinezza. Auguro a noi giovani adulti di guardare sempre avanti, o anche in alto se si può, e di fare ogni giorno del coraggio e della pazienza le nostre più potenti virtù.
Ringrazio infinitamente e rivolgo a lei i miei più sinceri auguri per la vita. Si merita tutta la mia stima. 
Federica Cristina Nettis"

La risposta è stata questa:

"Cara Federica, sono momenti che tutti attraversiamo nel nostro percorso. Si abbandona una forma di vita e se ne assume un’altra che, essendo ancora ignota, fa paura, ci mette in pericolo. Vorremmo tornare indietro, regredire, ma il ritmo della vita si esplica dall’interno verso l’esterno, da stadi più superficiali a più profondi. Accogli questa crisi e affrontala. Il tuo futuro lo costruirai giorno per giorno. Quanto al sistema non aspettare che cambi, resteresti delusa. Cerca i professori che già fanno quello che aneli. Per il resto prima esci dall’università, prima guarisci dall’autoreferenzialità di quel sistema, ma tu diventa bravissima nel tuo campo. Per te e per i tuoi futuri “pazienti”."

L'augurio più sentito lo voglio fare al mondo: che la società in cui viviamo possa continuare a risplendere grazie alla luce di persone come lui e come tanti altri, che rendono bella ed immortale questa immensa vita.

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